SolaX T-BAT-CHARGER: con quali batterie funziona e come si usa in cantiere
Il caricabatterie di servizio SolaX ricarica i moduli Triple Power senza passare dall'inverter: l'elenco ufficiale delle batterie compatibili, come si collega e cosa sapere prima di portarlo in cantiere.
Un impianto rimasto spento per mesi. Un modulo che l'inverter non riesce più a risvegliare. Un ampliamento in cui la batteria nuova arriva con uno stato di carica diverso da quelle già installate. Sono i casi in cui serve un caricabatterie di servizio.
Il T-BAT-CHARGER di SolaX Power, conosciuto anche come Triple Power Charge Box, si collega al singolo modulo, lo alimenta da una normale presa a 230 V e lo porta allo stato di carica impostato a display, senza passare dall'inverter. Nel frattempo dialoga con il BMS, quindi ne legge anche lo stato.
Qui approfondiamo tre aspetti pratici: con quali batterie funziona secondo SolaX, come si collega e che cosa conviene sapere prima di utilizzarlo in cantiere.
Con quali batterie funziona
L'elenco ufficiale è quello del manuale di installazione V2.0 e del datasheet V1.1. Il caricatore riconosce la batteria dalla comunicazione con il BMS: la compatibilità si legge serie per serie, non sulla tensione.
Tre dettagli valgono più del resto della tabella.
Solo l'HV11550 usa la porta 485. È il modulo aggiuntivo delle torri T-BAT H 5.8; tutte le altre serie dialogano sulla CAN.
Le serie HV-5.0 e S25/36 non si caricano da sole. Il modulo va collegato insieme alla base della torre, che contiene il BMS.
Due moduli si caricano in serie. La tensione in uscita resta comunque fra 40 e 150 V: per questo il caricatore non si collega mai a una torre intera già assemblata.
Le batterie del nostro catalogo
Abbiamo confrontato l'elenco ufficiale con i codici SolaX che trattiamo più spesso.
Le schede a catalogo: HV11550 · TP-HS36 · T-BAT H 5.8 V3 · HV11550 V3 · TB-HS51 · TP-HS50E · T-BAT LD53
Due batterie su sette sono quindi compatibili secondo la documentazione consultata. Per le altre cinque SolaX non dichiara un'incompatibilità: semplicemente non le elenca. Le versioni V3, l'HS51 e i moduli IES sono usciti dopo l'ultima revisione del manuale.
Su queste batterie suggeriamo di non usare il caricatore senza una conferma scritta del costruttore. Il nostro ufficio tecnico può richiederla direttamente a SolaX.
Attenzione ai nomi simili
Il T-BAT-SYS-HV-5.0 dell'elenco ufficiale è la torre con i moduli TP-HS50, non i TP-HS50E del sistema IES. Allo stesso modo, una T-BAT H 5.8 compatibile è una V1 o una V2: la V3 non compare. Prima di portare il caricatore in cantiere conviene leggere la targhetta del modulo, non solo il nome commerciale.
Cosa c'è nella confezione
Il caricatore, con display touch, interruttore POWER, porte CAN e 485, porta USB per gli aggiornamenti, ingresso AC e uscita BAT.
Il cavo di potenza con cinque coppie di morsetti BAT+/BAT-, una per famiglia di batterie, e otto clip in cui agganciare le coppie che non si usano.
Due cavi di potenza corti: uno per le T-BAT-5.8, cioè T-BAT H 5.8 e HV11550, uno per i moduli T-BAT-6S.
Il cavo di comunicazione verso il BMS e il cavo di alimentazione per la presa.
Le cinque coppie del cavo di potenza sono assegnate così: la prima alla serie HV-5.0, la seconda alla R25/36, la terza a HV-3.0 V1, T-BAT-5.8 V1 e V2 e T-BAT-6S, la quarta a HV-3.0 V2, la quinta alla S25/36. I connettori che restano liberi vanno sempre chiusi nelle clip: sono in tensione e vanno protetti da cortocircuiti, acqua e umidità.
Come si collega
Il display mostra lo stato di carica, la percentuale di SOC da raggiungere e la corrente di carica, entrambe impostabili. Il tasto di attivazione giallo avvia la carica, bianco la ferma; l'icona verde che gira indica che il modulo sta caricando.
Se il BMS non risponde: la ricarica forzata
Una batteria scarica a fondo può non riuscire ad alimentare il proprio BMS, e quindi non dialoga con il caricatore. Per questi casi c'è la funzione Forced Charging, protetta da una password che rilascia l'assistenza SolaX.
Si imposta una durata fra 5 e 15 minuti, 5 di default.
Senza comunicazione con la batteria la corrente è fissa a 2 A: serve a risvegliare il BMS, non a ricaricare il modulo.
Si interrompe da sola allo scadere del tempo, se la batteria va in errore o appena la comunicazione si stabilisce. Da lì si prosegue con la carica normale.
Non va usata sotto 0 °C o sopra 55 °C, né su una batteria già al 100%.
Alimentazione e luogo di lavoro
A monte della presa serve una protezione da sovracorrente: SolaX indica come preferibile un magnetotermico differenziale 2P da 16 A con Idn 30 mA. L'assorbimento massimo è di 10 A, con uno spunto di 60 A all'accensione a freddo.
Alimentazione monofase 220-240 V, 50/60 Hz, su sistemi TN, categoria di sovratensione II.
Grado di protezione IP20: si usa al coperto, al riparo da sole diretto, pioggia e umidità, lontano da materiali infiammabili, salsedine e polvere.
Temperatura di lavoro fra 0 e 50 °C, umidità fra 20 e 90% senza condensa.
Durante la carica non va inclinato né rovesciato, e va lasciato libero sui fianchi, dove ci sono le feritoie di raffreddamento.
Occhiali di protezione e guanti durante il collegamento, come per ogni lavoro sui moduli.
Aggiornamento e manutenzione
Il firmware si aggiorna da chiavetta USB 2.0 o successiva. Il file lo fornisce l'assistenza SolaX. Durante l'aggiornamento non si spegne il caricatore e non si toglie la chiavetta.
Se si spegne spesso per surriscaldamento, quasi sempre sono le feritoie laterali intasate: si puliscono con un panno o un pennello asciutti.
Ogni sei mesi si controllano tasti, porte e cavi; ogni dodici mesi è prevista una verifica di sicurezza.
Quando serve, in pratica
Batteria in scarica profonda. Un impianto rimasto spento a lungo, o un modulo stoccato per mesi, che l'inverter non riesce più a risvegliare.
Ampliamento di un sistema esistente. Portare il modulo nuovo allo stesso SOC di quelli già installati prima di inserirlo nella torre: uno stato di carica uniforme è fra i vantaggi che SolaX cita per il caricatore.
Verifica di un modulo sospetto. La comunicazione con il BMS permette di controllarne lo stato anche lontano dall'impianto.
Non è un accessorio da lasciare sull'impianto: è uno strumento di servizio trasportabile, dotato di maniglia e con un peso di 7,1 kg.
Hai bisogno di supporto?
Il nostro ufficio tecnico-commerciale è a disposizione per verificare insieme a voi la compatibilità di una batteria specifica, chiedere a SolaX le conferme che mancano e preparare l'offerta. Ci trovate al +39 070 796 8010 oppure potete scriverci dal portale: vi rispondiamo al più presto.
Fonti
SolaX Power: pagina prodotto T-BAT-CHARGER, datasheet T-BAT-CHARGER V1.1, manuale di installazione T-BAT-Charger V2.0, articolo «Introduction of battery charging box» della Knowledge Base SolaX. Consultati a ottobre 2026: in caso di differenze fa fede l'ultima revisione del manuale.
Pubblicato in Prodotti e Installazione